Harry vide Sirius schivare il fiotto di luce rossa di Bellatrix e deriderla.
- Avanti, puoi fare di meglio!- le gridò, la voce echeggiante nella vastissima sala.
Il secondo getto luminoso lo colpì in pieno petto.
La risata non gli si era ancora spenta sul visto, ma il colpo gli fece sgranare gli occhi.
Senza rendersene conto, Harry lasciò andare Neville. Scese di nuovo a balzi i gradini ed estrasse la bacchetta, mentre anche Silente si voltava verso la piattaforma.
Sirius parve impiegare un'eternità a toccare terra: il suo corpo si piegò con grazia e cadde all'indietro oltre il velo logoro appeso all'arco.
Harry colse un misto di paura e stupore sul suo volto sciupato, un tempo così attraente, mentre varcava l'antica soglia e spariva dietro il velo, che per un momento ondeggiò come scosso da un forte vento, poi ricadde immobile.
Udì l'urlo di trionfo di Bellatrix Lestrange, ma sapeva che non significava niente ... Sirius era solo caduto al di là dell'arco, da un momento all'altro sarebbe riapparso ...
Ma Sirius non ricomparve.
- SIRIUS!- urlò Harry. - SIRIUS!-
Era in fondo ai gradini, il fiato mozzo, i polmoni in fiamme. Di sicuro Sirius era dietro la tenda, lui, Harry, l'avrebbe tirato fuori ...
Fece per lanciarsi verso la piattaforma, ma Lupin lo bloccò, circondandolo con le braccia, e lo trattenne.
- Non puoi fare niente, Harry ...-
- Fermalo ... salvalo ... è appena passato ...!-
- ... è troppo tardi, Harry.-
- Possiamo ancora raggiungerlo ...- Harry si divincolò con violenza, ma Lupin non lo lasciò andare ...
- Non puoi fare più niente, Harry ... niente ... se n'è andato.-
Harry Potter e l'Ordine della Fenice - J.K. Rowling

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