Ad inquietudine ci siamo!

I custodi di Slade house - David Mitchell

Che cosa c'è di più importante di non morire? Il potere? L'oro? Il sesso? Un milione di sterline? Un miliardo? Un triliardo? Davvero? Quando il tuo momento è arrivato non servirebbero neanche a comprarti un minuto di vita in più. No, la cosa più importante è fregare la morte, fregare la casa di cura per gli anziani, fregare lo specchio e la faccia da cadavere come la mia e che anche lei vedrà nel suo specchio, e prima di quanto si aspetta: questo è il premio a cui vale la pena dare la caccia, che vale la pena di conquistare. L'unico premio che valga la pena. Ciò che vogliamo, che sogniamo.

L'altro giorno ero all'università, per niente vogliosa di ascoltare la lezione e con il mio immancabile bambino [il mio adorato Kobo, o come lo chiama mamma: Globo] nello zaino. Guardalo una volta, guardalo la seconda, alla terza era sul banco al posto di penne e quaderni e settato sulla lista infinita di libri che ho scaricato e che non riesco mai a leggere come vorrei. Scorrendo tra le pagine, ecco l'illuminazione: bella copertina, anche se un po' cupa, un titolo romanticamente nostalgico ... massì, perchè non cominciare seduta stante questo libro?

Ecco. Il problema è che io sono suggestionabile, parecchio

E' il 1979 e il romanzo inizia con il racconto di una prima sparizione a Slade House, il tutto visto dagli occhi di Nathan, il primo protagonista. A Nathan, ogni nove anni, si aggiungono altre persone, che come lui spariscono nel nulla: il detective Edmonds, Sally Timms e sua sorella Freya. La vita di queste quattro persone [senza contare Rita, la mamma di Nathan, e i Sei X-Files, gli amici di Sally] è collegata ad un unico filo che prende la forma di Slade House, per l'appunto, dei Gemelli Norah e Jonah, i cattivi della situazione, e del povero Fred Pink, l'unico ad aver visto Nathan il giorno della sua sparizione che, fino alla morte, non è riuscito a lasciarsi alle spalle il mistero di quella casa che sembrerebbe, a tutti gli effetti, una casa stregata.

Da cosa deriva l'inquietudine? Bene, l'inquietudine deriva dal modo in cui ognuna di queste persone viene attirata nella casa e dal motivo per cui ciò viene fatto, che ovviamente non starò qui a svelarvi, onde evitare spoiler non richiesti. Il romanzo ha un ritmo forse un po' lento nel partire, ma che pagina dopo pagina acquista vigore fino a farvi ritrovare, in una mattinata cupa e piovosa e con le lenzuola tirate fino alla testa, a sperare che sia per davvero tutta una finzione. Benchè in alcuni punti mi abbia un po' ricordato 'La casa per bambini speciali di Miss Peregrine', mi sento di dire in tutta tranquillità che Mitchell è stato molto ingegnoso nel mettere insieme il tutto e che è davvero un libro per cui valga la pena spendere qualche ora!